Smart Working: come gestire la propria postazione di lavoro

Smart Working: come gestire la propria postazione di lavoro

Sebbene fosse una modalità lavorativa già utilizzata, il lavoro telematico o smart working si è largamente diffuso dall'avvento della pandemia da Covid-19 durante lo scorso anno. Nel primo periodo la nuova situazione ha coinvolto i lavoratori improvvisamente, i quali si sono trovati a ricostruire i propri uffici all'interno degli spazi domestici, in condivisione con familiari e con altre difficoltà logistiche. Con l'evolversi della situazione sanitaria tanti uffici hanno ripreso il loro regime in presenza, ma in molte realtà il lavoro telematico è rimasto attivo per agevolare i lavoratori.   

In questo ridimensionamento che stiamo vivendo si è discusso molto degli effetti dello smart working, degli aspetti positivi e di quelli negativi; a prescindere da questi, per coloro che lavorano da casa la corretta postazione lavorativa è fondamentale. Nell'articolo verranno analizzate le componenti dell'home office e le regole ergonomiche secondo i recenti studi. 

La sedia 

La posizione che assumiamo quando stiamo seduti è la componente più importante della nostra postazione lavorativa. La sedia fornisce una base di supporto per gli arti inferiori, la schiena, il collo e la testa, permettendo di prevenire problematiche muscoloscheletriche associate al mantenimento di una postura prolungata. 

L'altezza corretta della sedia deve garantire il mantenimento di un angolo di 90° dell'anca e delle ginocchia e un giusto appoggio degli avambracci sulla scrivania, con gomito flesso a 70-90°. L'appoggio dei piedi a terra deve essere mantenuto, eventualmente si consiglia di predisporre un rialzo sotto i piedi nel caso in cui l'altezza non lo consenta (figura 1).

Figura 1

La sedia deve essere posizionata ad una giusta distanza dalla scrivania e la schiena deve poter aderire allo schienale: importante è il supporto lombare che, se assente, può essere ricreato con l'applicazione di un piccolo cuscino nella zona.  

Per quanto riguarda i supporti per l'avambraccio, la letteratura è controversa in quanto da una parte sembra possano ridurre il carico ai muscoli del collo, delle spalle e delle braccia ma se non correttamente posizionati possono porre la spalla in posizioni scorrette di estrema elevazione o abduzione. I supporti devono essere regolabili e garantire la posizione neutra del braccio quando si utilizza il computer (figura 2).

Figura 2

La scrivania, tastiera e mouse 

Anche il tavolo di lavoro deve essere coordinato in altezza, garantendo il corretto appoggio dell'avambraccio e la giusta flessione del gomito: in questo modo la tensione ai muscoli della spalla e del rachide cervicale è minimizzata.  

La tastiera dovrebbe essere preferibilmente separata dal monitor e munita di un supporto inclinato nel bordo inferiore per mantenere il polso in posizione neutra, riducendo la pressione ai tunnel carpale e cubitale. Inoltre, l’avambraccio deve completamente poggiarsi sulla scrivania per evitare una pressione eccessiva al tunnel cubitale: pertanto, la tastiera deve essere posta ad una distanza di almeno 15 cm dal bordo inferiore della scrivania. I diversi tipi di tastiere dipendono dalla tipologia di compito che il lavoratore deve eseguire e dalla comodità del soggetto: molte tastiere sono state progettate per evitare posture scorrette dell'avambraccio e del polso ma in realtà ci sono poche evidenze scientifiche sui diversi effetti degli strumenti. 

Per quanto riguarda i mouse (di cui abbiamo parlato in un recente articolo) la letteratura è molto variabile, la scelta dipende anche in questo caso dalle esigenze e preferenze del lavoratore ma l'importante è che sia posizionato sullo stesso piano di appoggio della tastiera, per evitare, anche in questo caso, posture scorrette del polso, dell'avambraccio e della spalla, quali eccessiva estensione del polso o tensione a carico dei muscoli di spalla e rachide cervicale.  

Lo schermo 

Il corretto posizionamento dello schermo è fondamentale per il benessere degli occhi e della muscolatura cervicale, toracica e lombare. Le indicazioni suggeriscono di posizionare il bordo superiore dello schermo sul piano degli occhi, per mantenere il giusto assetto del capo e garantire il corretto reclutamento muscolare: se il bordo è posto più in alto della linea degli occhi la zona cervicale sarà sottoposta ad un'estrema estensione, se più basso il collo risulterà maggiormente in flessione; in entrambi i casi lo stress ai muscoli estensori sarà elevato. La distanza tra il monitor e l'utente deve essere di 63-85 cm, misura necessaria per evitare posture scorrette del busto.  

Qualora il lavoratore utilizzasse due monitor, potrebbero insorgere problematiche dolorose alla zona cervicale e dorsale, dovute alle piccole e frequenti rotazioni del collo. In questo caso, i due schermi dovrebbero cercare di essere vicini e centrati con tastiera e posizione del lavoratore.  

In caso di frequente uso del telefono mentre si utilizza il computer, è importante evitare di sorreggere il telefono fra spalla e collo ma utilizzare auricolari per mantenere il collo in posizione neutra ed evitare sovraccarico muscolare alla zona cervicale e alla spalla.

Il mantenimento di una postura prolungata 

Gli effetti di una postura prolungata e di uno stile di vita sedentario influiscono sulla salute e sul benessere. Le posture inattive e il lavoro sedentario sono stati associati all'insorgenza di diverse patologie croniche, come lombalgia, diabete di tipo 2, patologie muscoloscheletriche e cardiache. In alcune realtà aziendali sta cominciando a diffondersi la pratica di lavorare in piedi con scrivanie regolabili (“adjustable desk” o “sit-stand desk”) che possono essere utilizzate sia per lavorare da seduti sia in piedi, adattandole all'altezza del soggetto (figura 3).  

Figura 3 (Fonte: www.iofficefurniture.com.au)

Tuttavia, anche in questo caso le evidenze sono limitate e controverse, in quanto anche per il mantenimento prolungato in stazione eretta sono state riscontrate associazioni con problematiche, quali vene varicose, edema pretibiale e lombalgia.  

Ma allora qual è la soluzione? Per contrastare gli effetti di una postura prolungata, il consiglio è quello di variare la propria postura, muoversi, alternare le posizioni, "sedersi di meno e muoversi di più". Ovviamente è difficile possedere una scrivania regolabile che possa essere sollevata se si lavora in piedi. Nella letteratura si parla pertanto di pause attive: Emerson e colleghi (2021) danno alcuni suggerimenti, come svolgere dei piccoli movimenti di mobilità articolare per i settori corporei maggiormente affaticati, per 1-2 minuti ogni 20-30 minuti di lavoro da seduti. 

Bibliografia

Davis K. et al. (2020) The Home Office: Ergonomic Lessons From the “New Normal” Ergonomics in Design The Quarterly of Human Factors Applications

Emerson S. et al. (2021) Computer workstation ergonomics: Current evidence for evaluation, corrections, and recommendations for remote evaluation Journal of hand therapy : official journal of the American Society of Hand Therapists

Tutte le categorie