Esercizio fisico e tumore al seno

Esercizio fisico e tumore al seno

A livello mondiale, la diagnosi di cancro più frequente nelle donne è il carcinoma mammario. Ogni anno si registrano circa 1.15 milioni di casi con diagnosi di tumore al seno e, approssimativamente, 40 milioni di donne non riescono a guarire. In diversi Paesi, il tumore al seno è la più comune causa di morte nelle donne di età compresa tra i 40 e i 60 anni. Ciononostante, negli ultimi anni si sta assistendo ad una diminuzione del tasso di mortalità, nonostante l'incidenza sia in aumento. Di conseguenza, vi è un effettivo incremento del numero di donne sopravvissute al tumore al seno, con conseguente aumento della necessità di interventi specifici per alleviare e superare i sintomi che si protraggono nel lungo periodo, relativi agli effetti collaterali delle terapie. Nelle donne sopravvissute al tumore al seno l'esercizio fisico è tra gli interventi consigliati per miglorare lo stato di efficienza in seguito alle terapie contro il carcinoma.

Carcinoma mammario e terapia: alcuni effetti avversi

Tra gli effetti avversi che possono permanere più frequentemente a seguito di un trattamento radio- e chemio-terapico, vi sono:

  • Decondizionamento fisico generale: la patologia stessa e la durata delle terapie portano molto spesso all'inattività fisica, con conseguente diminuzione delle capacità e dell'efficienza fisiche;
  • “Fatigue”: una sensazione di fatica che insorge senza un determinato sforzo fisico e non si risolve con il riposo;
  • Disturbi del sonno: sono correlati la maggior parte delle volte ad uno stato depressivo o a stress emotivo, che si manifestano con un circolo vizioso.

Tutti questi fattori agiscono come un effetto a cascata sulla salute fisica e mentale della persona, portandola ad una situazione di decondizionamento generale e di continuo stress che di certo non termina alla conclusione delle terapie, ma si protrae per lungo tempo nel post-trattamento.

Tumore al seno ed esercizio fisico: benefici e attenzioni speciali

Nella letteratura scientifica vi sono numerose evidenze che dimostrano come nelle donne sopravvissute al tumore al seno l’esercizio fisico abbia un ruolo fondamentale, essendo in grado di promuovere il mantenimento dell’efficienza fisica del paziente e di contrastare il decadimento psico-fisico. Una meta-analisi del 2017 ha analizzato 25 studi che somministravano in donne con tumore al seno un protocollo di esercizio fisico , valutandone gli aspetti sopra menzionati. In particolare, si è focalizzata sugli effetti dell'esercizio fisico durante e dopo il trattamento, confrontando diverse tipologie d'intervento e la loro efficacia nel breve e nel lungo termine. La maggior parte degli studi inclusi ha proposto un training di tipo aerobico, tre studi si sono concentrati sul lavoro di forza, e cinque hanno optato per un mix tra aerobico e forza. Alla luce delle valutazioni effettuate, sembrerebbe che un allenamento di tipo aerobico associato ad esercizi di rinforzo muscolare porti maggior benefici per la persona rispetto ad interventi singoli (solo aerobico o solo di forza), il tutto modulato sulla base delle esigenze specifiche e del grado di affaticamento individuale. Sei studi prevedevano una valutazione a 6 mesi di distanza riportando, anche se con ridotta evidenza, come svolgere programmi di esercizio fisico determini un migliore stato di salute ed efficienza fisica rispetto al gruppo di controllo sedentario. Sarebbe interessante, attraverso delle ricerche future, valutare se protocolli di esercizio svolti per lunghi periodi di tempo, che non si risolvano quindi in pochi mesi, possano protrarre maggiori benefici legati alla pratica di esercizio fisico in questo cluster di popolazione. La meta-analisi qui riportata infine conclude come l'aderenza a programmi di esercizio abbia una valenza significativa nel migliorare la funzionalità psico-fisica generale della donna con tumore al seno. Inoltre, l'intervento motorio al termine della terapia sembrerebbe essere più efficace rispetto a quello proposto durante la terapia. Probabilmente, questo è determinato dalla difficoltà nell'aderenza regolare alle sedute di allenamento, anche a seguito degli effetti collaterali come nausea, vomito, astenia e stato febbrile.
Un altro studio molto recente (2017) ha proposto ad un gruppo di 23 donne sopravvissute al tumore al seno di praticare per 12 settimane, con una frequenza di 3 volte a settimana, un allenamento supervisionato da specialisti dell'esercizio di camminata semplice, o in alternativa, di Nordic Walking (previo un primo periodo di familiarizzazione a questa disciplina). A sostegno di quanto sopra descritto, lo studio ha dimostrato come 12 settimane di esercizio aerobico possa concorrere nel migliorare la funzionalità fisica, lo stato di salute auto-riportato e percepito dal soggetto e la qualità di vita, in particolar modo contrastando i disturbi legati al sonno.

Possiamo concludere sostenendo ancora una volta l’importanza della pratica di esercizio fisico nei soggetti neoplastici, da iniziare il possibilmente nel post-trattamento chemio o radio-terapico, per contrastare gli effetti collaterali dettati dalle terapie, i quali a volte risultano invalidanti per la persona e possono fortemente limitare le attività della vita quotidiana.

Bibliografia

Juvet L.K. et al. (2017) The effect of exercise on fatigue and physical functioning in breast cancer patients during and after treatment and at 6 months follow-up: A meta-analysis The Breast

Di Blasio A. et al. (2017) Psychophysical health status of breast cancer survivors and effects of 12 weeks of aerobic training Complementary Therapies in Clinical Practice

GymHub S.r.l. - Spin-off dell’Università di Padova ricorda che la gestione, programmazione e somministrazione di protocolli di esercizio in soggetti in salute e con patologie croniche clinicamente stabilizzate sono prerogativa del Laureato Magistrale in Scienze Motorie con indirizzo in Attività Motoria Preventiva e Adattata, come previsto dal D.M. 16 marzo 2007 del MIUR.

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