Vasculite ed esercizio fisico

Vasculite ed esercizio fisico

Quando si parla di patologie croniche, la prima cosa a cui si pensa è ad una patologia di organi e apparati di un certo calibro; ma se ad essere colpiti fossero anche i più piccoli vasi sanguigni?
Le vasculiti, per l’appunto, sono una famiglia di patologie infiammatorie a carico dei vasi sanguigni accomunate dalla presenza di un’infiammazione primaria a carico della parete vasale. Nello specifico, l’infiammazione si manifesta quando il sistema immunitario “attacca” per errore i vasi, e può manifestarsi a seguito di un’infezione, della somministrazione di un farmaco, o di un’altra malattia.
Generalmente le vasculiti sono classificate, in base alla grandezza dei vasi colpiti:

  • vasculite dei piccoli vasi, come le arteriole, i capillari e le venule
  • vasculite dei vasi medi, come i vasi viscerali (renali, mesenteriche, …)
  • vasculite dei grandi vasi, come l’aorta e le sue diramazioni principali

Il decorso di una vasculite può essere vario, a seconda di diversi fattori. Se diagnosticata e trattata per tempo, può scomparire o andare in remissione (condizione non attiva, ma che può riattivarsi); altrimenti, può diventare cronica (dunque non andare mai in remissione) ed essere trattata per contenere i disturbi. Inoltre, la gravità della patologia dipende da diverse variabili, quali l’organo colpito, o la tipologia stessa, per cui vi può essere una sintomatologia più lieve, oppure una più aggressiva e che si sviluppa in poco tempo (giorni o settimane).

Vasculite: i sintomi

I sintomi più frequenti sono febbre, perdita di appetito e di peso, stanchezza, dolori diffusi; vi sono poi i sintomi correlati all’organo o all’apparato interessati, e che possono dare luogo ad un’altrettanta varietà di manifestazioni. La regione maggiormente colpita è quella relativa agli arti inferiori, per cui la vasculite può provocare dolori articolari, torpore, parestesie, debolezza e perdita di forza.
Solitamente, nelle forme più lievi, il trattamento può comprendere dei semplici farmaci anti-infiammatori; negli altri casi, invece, vengono prescritti corticosteroidi o farmaci citotossici.

Il caso: quadro clinico, valutazione funzionale e scheda di esercizio

Quadro clinico

- Soggetto: donna, 57 anni
- Patologia principale: vasculite dei vasi medi, con interessamento maggiore degli arti inferiori;
- Patologie secondarie: ipertensione, diabete mellito di tipo 2;
- Livello di attività fisica: sedentaria, con pregresso periodo di allettamento per ricovero ospedaliero a causa della patologia; prima dell’insorgenza della vasculite praticava camminate all’aria aperta.

Valutazione funzionale

- Capacità aerobica: non è stato possibile effettuare alcun test di tipo aerobico;
- Forza muscolare: notevolmente ridotta, soprattutto agli arti inferiori e nella zona di entrambi gli avambracci;
- Equilibrio: a rischio di caduta;
- Mobilità articolare: ridotta a livello dell’articolazione tibio-tarsica, in particolare la destra;

Note: il soggetto all’inizio del programma descritto si avvaleva dell’aiuto della carrozzina per lunghi spostamenti, in quanto vi era un affaticamento precoce durante la camminata.

Obiettivi

- Incrementare la forza e la resistenza dei principali gruppi muscolari, cercando di mantenere le funzionalità residue delle regioni colpite dalla vasculite;
- Migliorare l’equilibrio sia statico che dinamico;
- Riacquisire una mobilità articolare generale nei limiti di norma, in particolare a livello dell’articolazione tibio-tarsica;
- Implementare l’efficienza cardiovascolare;
- Riacquisire autonomia e fiducia nello svolgimento delle attività quotidiane.

Programma di esercizio fisico

Esercizio fisico per soggetto con vasculite

Il programma proposto è stato svolto dal soggetto per 2-3 volte a settimana, per una durata di 6 settimane consecutive, sotto la supervisione di uno Specialista dell’Esercizio. Da notare che il training aerobico è stato praticato in minor misura per concentrarsi maggiormente su un ricondizionamento muscolare, come specificato negli obiettivi di cui sopra. Per quanto riguarda, invece, il training di forza, sono stati proposti diversi esercizi per i maggiori gruppi muscolari. E’ stata eseguita una serie per ogni esercizio nella fase iniziale, con un graduale incremento del carico e l’aggiunta di una seconda serie a metà circa del percorso. Inoltre, all’interno della seduta sono stati proposti esercizi specifici per il miglioramento dell’equilibrio dinamico e per la ripresa di una corretta deambulazione. Nel dettaglio, sono stati consigliati dei percorsi con piccoli ostacoli, superfici morbide da calpestare, sedie su cui sedersi e rialzarsi, il tutto sempre eseguito in massima sicurezza con l’aiuto di due Specialisti dell’Esercizio.
Al termine del percorso è stato riportato un generale miglioramento della capacità funzionale, avvicinandosi sempre di più al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Si è raccomandato di continuare l’attività iniziata, con la consapevolezza che riguadagnare una maggiore autonomia e indipedenza nelle attività della vita quotidiana è un obiettivo perseguibile anche grazie ad una pratica costante di esercizio fisico strutturato e supervisionato.

GymHub S.r.l. - Spin-off dell’Università di Padova ricorda che la gestione, programmazione e somministrazione di protocolli di esercizio in soggetti in salute e con patologie croniche clinicamente stabilizzate sono prerogativa del Laureato Magistrale in Scienze Motorie con indirizzo in Attività Motoria Preventiva e Adattata, come previsto dal D.M. 16 marzo 2007 del MIUR.

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