Obesità e crolli vertebrali

Obesità e crolli vertebrali

La spondilodiscite: sintomi e sviluppo

La spondilodiscite è un’infiammazione localizzata a livello delle vertebre (spondilite) e del disco intervertebrale (discite) che può essere provocata da malattie infiammatorie (artrite reumatoide, psoriasi, artriti infiammatorie) o infettive (tubercolosi, salmonellosi, ecc). Tale malattia si sviluppa principalmente dopo i 50 anni di età oppure nella seconda decade di vita, ossia dai 10 ai 20 anni. Nei bambini la ricca vascolarizzazione del disco immaturo favorisce l’insorgere di disciti. In seguito, verso i 20 anni di età la vascolarizzazione del disco scompare e pertanto, nell’adulto, la malattia tende a svilupparsi primariamente nella vertebra, estendendosi solo in un secondo momento anche al disco, originando la spondilodiscite. Questa patologia può interessare oltre che le strutture anatomiche della colonna, anche le meningi, il midollo, i nervi e i muscoli paravertebrali. Un sintomo molto frequente è la contrattura dei muscoli paravertebrali, che provoca una sostanziale diminuzione della mobilità della colonna vertebrale. Quando la patologia si trova in uno stadio avanzato, sono spesso presenti crolli vertebrali e possono manifestarsi deficit neurologici, sensitivi e motori. La spondilodiscite, inoltre, può causare anche se raramente sintomi e segnali di infezione sistemica, che si manifesta con astenia, aumento degli indici di infezione nel sangue e sudorazione notturna persistente.

Il caso: quadro clinico, valutazione funzionale e scheda d'esercizio

Quadro clinico

- Donna, 52 anni
- Patologia principale: Spondilodiscite L3-L5 con annessi crolli vertebrali.
- Complicanze: Obesità grave, ipertensione, dislipidemia.
- Livello di attività fisica: sedentaria.

Valutazione funzionale

- Capacità aerobica: ridotta.
- Forza muscolare: ridotta, soprattutto a livello degli arti inferiori.
- Equilibrio: deficit dell’equilibrio statico e dinamico, con aumentato rischio di caduta.
- Mobilità articolare: ridotta nel cingolo scapolo-omerale. Impossibilità nel valutare la flessibilità degli arti inferiori.

Note: in seguito al quadro sopra descritto, la colonna ha subito un danneggiamento importante, con rottura di alcune porzioni ossee e sofferenza discale, tanto da causare dolore acuto, alterazione posturale compensativa e ipofunzionalità del tratto lombare.
Vista la condizione clinica di questa signora, i medici hanno consigliato l’intervento chirurgico alla colonna vertebrale. Tuttavia, l’ulteriore presenza dell’obesità non facilita la situazione, per diversi motivi: in primo luogo, il rachide già di per sé compromesso è costretto a sopportare un peso notevole, accentuando la compressione sul disco e acutizzando il dolore; in secondo luogo, un eccesso di peso può interferire con il buon esito dell’operazione chirurgica.

Obiettivi

- Riduzione del peso corporeo, anche in preparazione all’intervento chirurgico al rachide
- Incremento della forza e la resistenza dei principali gruppi muscolari, soprattutto della muscolatura paravertebrale
- Miglioramento dell’equilibrio sia statico che dinamico
- Implemento dell’efficienza cardiovascolare
- Contenimento del dolore percepito a livello lombare

Programma di esercizio fisico

scheda di esercizio per donna con spondilodiscite ed obesità grave

Nella prima fase di allenamento, è stata proposta una prima scheda base per favorire un ricondizionamento graduale. Le sedute di esercizio, da un’ora ciascuna, si svolgevano due volte a settimana sotto la supervisione di uno Specialista dell’Esercizio, associate ad una terza seduta in cui si consigliava di praticare un’attività aerobica, nello specifico in bike.
All’interno della scheda di esercizio, particolare attenzione è stata riservata al rinforzo del core addominale e dei muscoli erettori spinali, attraverso esercizi di auto-allungamento della colonna. Questi movimenti sono stati svolti senza sovraccarico, ma concentrandosi sull’attivazione dei muscoli profondi, indispensabili per il sostegno e la postura eretta, sincronizzando una corretta respirazione, efficace per la conseguente attivazione addominale. Questo tipo di esercizi, a basso impatto ma ad alta efficacia, sono risultati utili al fine dello scarico lombare.
Al termine del primo mese di allenamento, diversi sono stati i miglioramenti riportati. Innanzitutto si è verificato un incremento di forza degli arti inferiori, i quali inizialmente risultavano maggiormente decondizionati. Inoltre, si sono rilevati un miglioramento della deambulazione, e di conseguenza dell’equilibrio dinamico, oltre che una riduzione del dolore percepito durante la mobilizzazione. La signora ha riferito di avvertire beneficio in seguito alla pratica di un esercizio fisico individualizzato, con conseguente miglior capacità di affrontare le attività della vita quotidiana, sia a livello fisico ma anche psicologico. Una maggior abilità nei compiti quotidiani si associa infatti a una maggior fiducia nelle proprie capacità, fondamentale per contrastare l’insorgenza di uno stato depressivo spesso presente in questi casi, e per prepararsi al meglio all’intervento chirurgico da affrontare. 

GymHub S.r.l. - Spin-off dell’Università di Padova ricorda che la gestione, programmazione e somministrazione di protocolli di esercizio in soggetti in salute e con patologie croniche clinicamente stabilizzate sono prerogativa del Laureato Magistrale in Scienze Motorie con indirizzo in Attività Motoria Preventiva e Adattata, come previsto dal D.M. 16 marzo 2007 del MIUR.

Tutte le categorie