Esercizio fisico in sedia a rotelle

Esercizio fisico in sedia a rotelle

L’esperienza di una persona in carrozzina può comportare una serie di conseguenze fisiche alquanto rilevanti che possono incidere sulla qualità della vita stessa. In particolare, a livello metabolico vi può essere un incremento ponderale, con un conseguente aumento dei fattori di rischio correlati all’accumulo di grasso, mentre a livello articolare si riduce la flessibilità e la funzionalità nel movimento, con comparsa di dolore e rigidità tipici della vita sedentaria. Infatti, la posizione seduta e statica protratta per lunghi periodi comporta per la colonna vertebrale un aumento del rischio di sofferenza discale e algie lombari. Infine, le regioni scapolo omerale e dorsale possono risultare alquanto sovraccaricate, essendo preclusa la possibilità di utilizzare gli arti inferiori nello svolgimento di varie attività e sollevamento di carichi. Di fronte ad un quadro clinico di questo tipo, un intervento motorio con un esercizio fisico adattato e personalizzato può essere di grande aiuto, per migliorare l’utilizzo degli arti superiori e del tronco oltre che lenire fastidi articolari già esistenti.

Il caso: quadro clinico, valutazione funzionale e scheda di esercizio

Quadro clinico

- Soggetto: donna, 53 anni
- Patologia principale: perdita della funzionalità dell’arto inferiore di sinistra per protesi al ginocchio infetta.
- Complicanze: obesità; dolorabilità al cingolo scapolo-omerale; limitazione all’arto superiore destro a causa dell’applicazione di un PICC (catetere venoso centrale).
- Livello di attività fisica: attualmente sedentaria; ex agonista di nuoto.

Valutazione funzionale

- Forza muscolare: ridotta.
- Capacità aerobica: limitata verosimilmente dalla riduzione della forza muscolare.
- Mobilità articolare: particolare limitazione al cingolo scapolo omerale.

Obiettivi

- Incrementare la forza e la resistenza dei gruppi muscolari utilizzabili;
- Implementare l’efficienza cardiovascolare e respiratoria, associandovi un calo ponderale;
- Migliorare la mobilità del cingolo scapolo omerale, riducendone anche la dolorabilità;
- Migliorare la qualità di vita.  

Programma di esercizio fisico

Scheda di esercizio per una donna in sedia a rotelle

Dopo la fase iniziale di attivazione con l’ergometro a braccia, sono stati proposti esercizi di mobilità articolare di capo, spalle, regione dorsale e arti superiori, prevalentemente a corpo libero. Si è insistito molto su una corretta postura seduta e si è cercato di educare al movimento, così che gli esercizi proposti potessero essere svolti quotidianamente anche a domicilio, riducendo i sintomi da immobilizzazione. In ogni seduta, gli esercizi di mobilità erano alternati anche ad esercizi di forza degli arti superiori, con elastici o manubri, e dell’arto inferiore sano, con l’utilizzo di cavigliere. Il numero di ripetizioni e di serie, ugualmente all’intensità dei carichi, è stato progressivamente aumentato, sulla base dei miglioramenti e dello sforzo percepito dal soggetto. Non sono mancati anche esercizi propriocettivi, di utile stimolo per preservare la sensibilità della pianta del piede, in particolare utilizzando delle palline morbide. La mobilizzazione articolare, così come gli esercizi di stretching, si ripetevano anche nella fase finale di defaticamento, il tutto evitando di coinvolgere l’arto protesizzato. Durante le sedute di allenamento si è sempre prestata attenzione alla presenza di un PICC (catetere venoso centrale) di cui la signora era munita a livello dell’arto superiore, finalizzato alle cure mediche di cui necessitava giornalmente proprio per contenere l’infezione data dalla protesi. La presenza di un tale dispositivo non preclude la possibilità di utilizzo del segmento corporeo interessato, tuttavia, è opportuno prestarvi attenzione evitando un eccessivo sovraccarico.

Nel complesso, al termine del percorso di esercizio proposto, a livello fisico si sono riscontrati effetti positivi, tanto che è stato possibile incrementare l’intensità di allenamento con ottima rispondenza da parte del soggetto. Inoltre, la signora ha manifestato la sua soddisfazione per l’attività svolta, riscontrandola come una delle poche opportunità di movimento che le siano state presentate, a testimonianza del fatto che, anche in questi casi, l’esercizio fisico è del tutto fattibile. 

GymHub S.r.l. - Spin-off dell’Università di Padova ricorda che la gestione, programmazione e somministrazione di protocolli di esercizio in soggetti in salute e con patologie croniche clinicamente stabilizzate sono prerogativa del Laureato Magistrale in Scienze Motorie con indirizzo in Attività Motoria Preventiva e Adattata, come previsto dal D.M. 16 marzo 2007 del MIUR.

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