Esercizio fisico e piede diabetico

Esercizio fisico e piede diabetico

Il piede diabetico

Con il termine “piede diabetico” ci si riferisce ad una complicanza del diabete mellito che si verifica in fase avanzata della malattia, e che deriva dalla presenza di neuropatia e arteriopatia a livello dell’arto inferiore. La neuropatia causata dal diabete determina un’alterazione della sensibilità tattile, dolorifica e termica, oltre che una deformazione del piede stesso, comportando difficoltà alla deambulazione e peggioramento della propriocettività. A ciò si aggiunge il danno indotto dall’alterazione della circolazione sanguigna a livello periferico, con formazione di ferite e ulcere, le quali possono evolvere alla condizione di cancrena, ossia la decomposizione del tessuto a causa del ridotto apporto di ossigeno e nutrienti, e dalla conseguente invasione batterica nella zona specifica. In sostanza, il quadro clinico di un soggetto con piede diabetico si caratterizza per la presenza di un piede deformato, dolente, dalla sensibilità alterata e con la presenza di ulcere. I quesiti che ci poniamo, dunque, sono: che tipo di esercizio fisico è più indicato in presenza di una tale condizione clinica? Quali effetti benefici possiamo ottenere?

Il caso: quadro clinico, valutazione funzionale e scheda d'esercizio

Quadro clinico

- Uomo, 58 anni
- Patologia principale: pregresso diabete di tipo 1, trapianto di rene e pancreas.
- Complicanze: retinopatia diabetica, neuropatia periferica, amputazione delle dita del piede destro per piede diabetico.
- Livello di attività fisica: sedentario. Riferisce ridotta tolleranza all’esercizio per affaticamento precoce degli arti inferiori.

Valutazione funzionale

- Capacità aerobica: ridotta.
- Forza muscolare: ridotta, soprattutto a livello degli arti inferiori, in particolare il destro.
- Equilibrio: deficit dell’equilibrio statico e dinamico, con aumentato rischio di caduta.
- Mobilità articolare: ridotta nel cingolo scapolo-omerale.

Obiettivi

- Incrementare la forza muscolare, soprattutto degli arti inferiori
- Migliorare l’equilibrio, sia statico che dinamico
- Migliorare la propriocettività a livello degli arti inferiori, in particolare del piede destro
- Implementare l’efficienza cardiovascolare
- Incrementare la mobilità articolare del cingolo scapolo-omerale
- Contenere le complicanze dettate dal diabete e la sintomatologia dolorosa

Programma di esercizio fisico

Scheda di esercizio fisico per soggetto con piede diabetico

La fase di attivazione iniziale, svolta con esercizi di mobilità e attività aerobica sul treadmill, precedeva una serie di esercizi di rinforzo per i maggiori gruppi muscolari; questi sono sempre stati proposti nel rispetto del grado di affaticamento del soggetto, e con un aumento graduale del carico stesso. Agli esercizi di rinforzo, si alternavano esercizi di equilibrio eseguiti in varie condizioni e con diversi attrezzi (fitball, tappetini, ad occhi chiusi o aperti, con l’inserimento di un secondo compito, ecc) al fine di migliorare la stabilità posturale e la capacità di equilibrio in dinamica, compromessi dalla neuropatia periferica e dall’amputazione delle dita del piede diabetico. L’accortezza nella tipologia degli esercizi scelti e nella loro modalità di esecuzione, per esempio evitando movimenti che richiedessero un’eccessiva flessione metatarsale del piede operato, ha accompagnato ogni momento dell’allenamento.
Inoltre, considerando l’operazione chirurgica di trapianto d’organo a cui il soggetto è stato sottoposto, si è raccomandato costantemente di svolgere gli esercizi regolando adeguatamente la respirazione, evitando, perciò, la manovra di Valsalva; inoltre si è sempre cercato di evitare mobilizzazioni brusche che coinvolgessero la parete addominale.

Al termine del primo mese di allenamento, il soggetto ha riportato un miglioramento in tutti i parametri valutati: in particolar modo, si è verificato un notevole miglioramento della forza degli arti inferiori (+55% nel test fisico effettuato), seguito da un incremento del 48% della forza degli arti superiori. In aggiunta, oltre a un miglioramento tangibile dell’equilibrio dinamico (+13% nel test fisico effettuato), il cliente ha riferito una percezione soggettiva di maggior stabilità e di controllo posturale, oltre che durante l’esecuzione degli esercizi, anche nelle azioni della vita quotidiana.

GymHub S.r.l. - Spin-off dell’Università di Padova ricorda che la gestione, programmazione e somministrazione di protocolli di esercizio in soggetti in salute e con patologie croniche clinicamente stabilizzate sono prerogativa del Laureato Magistrale in Scienze Motorie con indirizzo in Attività Motoria Preventiva e Adattata, come previsto dal D.M. 16 marzo 2007 del MIUR.

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