Cardiotrapianto ed esercizio fisico

Cardiotrapianto ed esercizio fisico

Trapianto cardiaco: decorso post operatorio e ritorno all'esercizio fisico

Il trapianto di cuore consiste nella sostituzione del cuore malato di un soggetto con uno sano, ricevendolo da un donatore. Solitamente, si arriva ad un trapianto di cuore in seguito ad una cardiomiopatia in fase terminale, condizione incompatibile con la vita del soggetto che ne è affetto.
Se non insorgono complicanze, il ricovero post-operatorio può variare dai 14 ai 25 giorni. I primi giorni vengono trascorsi nel reparto di rianimazione dove sono previste attività di mobilizzazioni passive, per poi passare a mobilizzazioni attive una volta trasferito nel reparto di cardiologia. Una volta dimesso, il soggetto continuerà con la riabilitazione cardiologica della durata di 1-3 mesi, effettuata in strutture specializzate.
Terminato il periodo di riabilitazione, su indicazioni del Medico il soggetto può cominciare a praticare esercizio fisico adattato, con l’obiettivo di riacquisire autonomia e indipendenza nelle attività della vita quotidiana.
Come avviare all’esercizio un soggetto cardio-trapiantato? Ecco la nostra proposta.

Il caso: quadro clinico, valutazione funzionale e scheda d'esercizio

Quadro clinico

- Soggetto: donna, 45 anni.
- Patologia principale: Cardiopatia dilatativa e aritmogena del ventricolo destro ed interessamento del sinistro; trapianto di cuore a distanza di 16 anni dall’insorgenza della patologia.
- Complicanze: marcata ipotensione, anche prima del trapianto; emicrania con aura complessa.
- Livello di attività fisica: sedentaria. Prima dell’insorgenza della patologia, era attiva: praticava danza, nuoto e allenamento in palestra.

Valutazione funzionale

- Capacità aerobica: significativamente ridotta.
- Forza muscolare: significativamente ridotta, sia agli arti superiori che inferiori.
- Equilibrio: deficit dell’equilibrio dinamico, valutato con apposito test fisico.
- Mobilità articolare: ridotta nel cingolo scapolo-omerale, in maggior misura nell’articolazione di destra.

Obiettivi

- Incrementare la forza muscolare generale
- Implementare l’efficienza cardiovascolare
- Migliorare l’equilibrio, soprattutto in dinamica
- Incrementare la mobilità articolare del cingolo scapolo-omerale
- Educare la persona a gestire lo sforzo fisico, imparando a riconoscere i possibili segni e sintomi dati dal cuore “nuovo” (soprattutto nel primo anno).

Programma di esercizio fisico

Scheda di esercizio per un soggetto che ha subito un trapianto cardiaco

Nella somministrazione di esercizio fisico in questa tipologia di persone, vi sono alcune accortezze a cui prestare attenzione, come indicato nelle linee guida internazionali per la prescrizione di esercizio (ACSM, 2017):

  • il lavoro proposto deve essere il più possibile graduale e progredire lentamente a seconda della percezione soggettiva e della risposta data dal soggetto;
  • si deve sempre considerare la storia clinica pregressa, che può variare da persona a persona, e di conseguenza del livello più o meno marcato di affaticabilità e decondizionamento fisico;
  • si consiglia di evitare sforzi isometrici e la manovra di Valsalva, oltre che porre attenzione ai vari cambi di stazione (per esempio, da posizione seduta a stazione eretta);
  • si deve tener presente che il processo di reinnervazione dell’organo trapiantato richiede diverso tempo dal momento dell’intervento; di norma, a distanza di un anno dal trapianto, un terzo delle persone riacquista una corretta reinnervazione. Si avrà di conseguenza una frequenza cardiaca più elevata e un ritardo nella risposta all’esercizio. Non è possibile, dunque, rifarsi ad una frequenza cardiaca target, soprattutto nel primo periodo, ma si consiglia di utilizzare più frequentemente la scala soggettiva di percezione allo sforzo (RPE);
  • per i motivi sopra descritti favorire, inoltre, più lunghi periodi di riscaldamento e di defaticamento.

GymHub S.r.l. - Spin-off dell’Università di Padova ricorda che la gestione, programmazione e somministrazione di protocolli di esercizio in soggetti in salute e con patologie croniche clinicamente stabilizzate sono prerogativa del Laureato Magistrale in Scienze Motorie con indirizzo in Attività Motoria Preventiva e Adattata, come previsto dal D.M. 16 marzo 2007 del MIUR.

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