Attività fisica e patologie onco-ematologiche

Attività fisica e patologie onco-ematologiche

La terapia delle patologie neoplastiche ematologiche, le cui principali forme sono leucemia, linfoma e mieloma, è spesso lunga e porta con sé diverse complicanze. Per quanto ogni forma preveda approcci personalizzati e cure diverse, generalmente, il comune denominatore è determinato da numerosi cicli di chemioterapia e da riposo forzato a letto. La principale conseguenza della chemioterapia è la cosiddetta “fatigue” che viene definita come forte stanchezza e perdita di energia, che non si ristabilisce con il sonno. Il riposo forzato a letto, dovuto all’immunodeficienza secondaria alle terapie, contribuisce anch’esso alla perdita di forma fisica. L’esercizio fisico ha il potere di prevenire questo indebolimento grazie ai miglioramenti nella capacità aerobica e nei parametri di forza muscolare.

L'esperienza di Padova: attività motoria adattata in reparto

L'obiettivo del progetto è stato quello di verificare se vi sia un mantenimento della funzione fisica in un gruppo di soggetti onco-ematologici in regime di ricovero; il tutto grazie ad un programma personalizzato di esercizio fisico svolto avviato dal momento del ricovero e durato fino alla dimissione. 
Il progetto ha coinvolto 30 persone presso il reparto di degenze di Ematologia e Immunologia Clinica dell'Azienda Ospedaliera di Padova, le quali hanno svolto un protocollo di esercizio durante la loro permanenza in ospedale. Al fine di ottenere una valutazione funzionale dei partecipanti, a ciascuno di essi è stata somministrata una batteria di test fisici che veniva effettuata ad inizio e fine percorso. I test proposti riguardavano la forza degli arti superiori ed inferiori, la mobilità di arti superiori ed inferiori, e l’equilibrio statico. In aggiunta a queste valutazioni sono stati somministrati due questionari, uno al fine di valutare la salute mentale e fisica auto-riportata, ed un altro per quantificare il gradimento per il servizio ricevuto.

Il protocollo di esercizio: dettagli

L’attività motoria prevista mirava principalmente al mantenimento della forza e della mobilità articolare, ed era effettuata all'interno delle stesse stanze in cui le persone erano ricoverate. Uno Specialista dell’Esercizio compilava la scheda individualizzata per ciascun soggetto sulla base sia della valutazione funzionale e sulle indicazioni che forniva il Medico di reparto. Ognuno dei partecipanti riceveva alcuni semplici attrezzi, come piccoli manubri e bande elastiche, per poter svolgere gli esercizi sotto la supervisione dello Specialista dell’Esercizio. Nei momenti in cui non vi era la possibilità di supervisionare i soggetti, quest’ultimi avevano comunque la possibilità di allenarsi in autonomia seguendo i contenuti all’interno di un tablet presente in ogni stanza. Oltre al gruppo di persone che hanno effettuato l’attività motoria, sono state coinvolte altre 12 persone, appartenenti al gruppo controllo, alle quali sono state fatte solamente le valutazioni iniziali e finali, senza protocollo di esercizio fisico.

I risultati: panoramica

Nel gruppo di intervento, nessun parametro valutato ha dimostrato diminuzioni significative durante il ricovero in ospedale. Parallelamente, i test di forza e di equilibrio hanno avuto dei miglioramenti significativi. Nel gruppo di controllo, invece, i valori di forza hanno presentato delle riduzioni significative, confermando i dati presenti in letteratura. Infine, il questionario somministrato relativo al gradimento, ha riportato dei punteggi medi di gradimento molto alti da parte dei partecipanti direttamente coinvolti nel programma di esercizio.

Le implicazioni pratiche

Da questo studio è emerso come l’attività motoria personalizzata proposta a soggetti in regime di ricovero sia una pratica sicura e che serva a limitare alcuni effetti collaterali della chemioterapia. Essa può portare a miglioramenti in diverse capacità funzionali, in particolare forza ed equilibrio; al tempo stesso, vista la possibilità di limitare gli eventi avversi dati dalle terapie e la fattibilità di questa pratica, l’esercizio fisico potrebbe essere somministrabile a soggetti onco-ematologici in regime di ricovero.

GymHub S.r.l. - Spin-off dell’Università di Padova ricorda che la gestione, programmazione e somministrazione di protocolli di esercizio in soggetti in salute e con patologie croniche clinicamente stabilizzate sono prerogativa del Laureato Magistrale in Scienze Motorie con indirizzo in Attività Motoria Preventiva e Adattata, come previsto dal D.M. 16 marzo 2007 del MIUR.

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