Arteriopatia periferica ed esercizio

Arteriopatia periferica ed esercizio

L’arteriopatia periferica è una patologia del sistema cardiocircolatorio caratterizzata dalla riduzione dell’afflusso di sangue alle arterie periferiche (femorali, iliache, ecc.) che colpisce più frequentemente gli arti inferiori. All’origine di questa patologia c’è l’aterosclerosi, una condizione patologica che interessa le pareti interne delle arterie, e si contraddistingue per la presenza di placche di materiale lipidico (trigliceridi, fosfolipidi, colesterolo), proteico o fibroso che portano al restringimento o all’ostruzione del vaso arterioso. L’età avanzata, il fumo di sigaretta, la sedentarietà e il diabete sono tra i principali fattori che possono contribuire all’insorgere dell’arteriopatia periferica.

Arteriopatia periferica: i sintomi

Il dolore muscolare è il sintomo più frequente dell’arteriopatia periferica e si manifesta durante lo svolgimento di diverse attività per poi scomparire dopo pochi minuti a riposo. La localizzazione del dolore dipende dall’arteria colpita; nel caso in cui l’arteriopatia interessi gli arti inferiori, il dolore a livello del polpaccio risulta essere quello più comune. Si presentano, di conseguenza, difficoltà nella deambulazione (solitamente anche dopo soli 100 metri) che si manifesta con la cosiddetta claudicatio intermittens. Dunque, anche le attività più naturali come una semplice camminata, possono essere rese difficoltose da questa patologia e limitare l’indipendenza nelle attività della vita quotidiana, con una ricaduta sulla qualità di vita del soggetto.

Il caso: quadro clinico, valutazione funzionale e scheda d'esercizio

Quadro clinico

- Uomo, 74 anni
- Patologia principale: arteriopatia periferica agli arti inferiori con claudicatio intermittens
- Patologie secondarie: ipertensione
- Livello di attività fisica: < 600 METs min. / sett. 
- Altro: tabagismo

Valutazione funzionale

- Capacità aerobica: ridotta, probabilmente a causa dell’arteriopatia periferica
- Insorgenza della claudicatio intermittens: dopo 200 metri di camminata continuativa
- Forza muscolare: nei limiti di norma
- Equilibrio: a rischio di caduta
- Mobilità articolare: nei limiti di norma

Obiettivi

- Ridurre i sintomi relativi alla claudicatio intermittens 
- Implementare l’efficienza cardiovascolare
- Incrementare la resistenza dei principali gruppi muscolari
- Migliorare l’equilibrio statico e dinamico
- Mantenere la mobilità articolare generale 
- Migliorare la flessibilità dei muscoli ischiocrurali

Programma di esercizio fisico

Scheda di esercizio per soggetto con arteriopatia periferica agli arti inferiori

Il protocollo per l’allenamento aerobico, svolto su treadmill, è stato proposto inizialmente per 10 minuti, durante i quali si monitorava il dolore con un’apposita scala da 0 (assenza di dolore) a 4 (massimo dolore). L’intensità iniziale era definita in modo tale da raggiungere l’intensità di dolore prestabilita non prima dei 3-5 minuti. Raggiunta la soglia di dolore pari a 3/4, si diminuiva progressivamente l’intensità della marcia così da ritornare ad un livello pari a 1/4; una volta raggiunto si incrementava nuovamente lo sforzo, ripetendo il ciclo fino a raggiungere i 10 minuti di attività. Nel corso delle sedute, la durata dello sforzo è stata progressivamente aumentata, fino a raggiungere i 30 minuti continuativi di esercizio aerobico. 
Oltre alle due sedute settimanali svolte in palestra, è stato consigliato al soggetto di ripetere questo protocollo anche a domicilio, avendo a disposizione sia un tapis roulant che una cyclette, con l’obiettivo di raggiungere 5 sedute/settimana. Al termine del primo mese di allenamento e sulla base della valutazione funzionale effettuata, sono stati riscontrati incrementi di forza e di flessibilità sia agli arti inferiori che superiori. E’ stato riscontrato, inoltre, un progressivo miglioramento della claudicatio intermittens, con un graduale incremento della durata e della distanza percorsa. Questo protocollo di allenamento, da implementare nel corso del tempo attraverso una pratica costante, ha portato ad un iniziale impatto positivo sulla qualità di vita del soggetto, e posto la prospettiva di un graduale ritorno all’indipendenza nelle attività quotidiane.

GymHub S.r.l. - Spin-off dell’Università di Padova ricorda che la gestione, programmazione e somministrazione di protocolli di esercizio in soggetti in salute e con patologie croniche clinicamente stabilizzate sono prerogativa del Laureato Magistrale in Scienze Motorie con indirizzo in Attività Motoria Preventiva e Adattata, come previsto dal D.M. 16 marzo 2007 del MIUR.

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